Acrilico su tela – 90×90 –
C’è qualcosa di estremamente intimo in questa opera.
Una presenza fragile ma determinata che emerge da un paesaggio gelido e immenso.
Le pennellate sono vento, movimento, respiro trattenuto.
La palette turchesi, blu profondo, bianco quasi glaciale, trasmette una sensazione di pace, di introspezione.
È un opera che parla di resistenza silenziosa, di un equilibrio fragile ma resiliente, tra ciò che rimane e ciò che viene trascinato via.
E’ il momento in cui senti di essere stata messa alla prova, ma stai comunque restando in piedi, elegante e instabile come una linea sottile che non si spezza.
Quest’opera nasce lì:
nel punto esatto in cui qualcosa si alleggerisce,
dove il peso si scioglie e lascia affiorare ciò che è essenziale.
Ogni volta che la riguardo, mi sorprende come un dettaglio cambi il modo in cui la sento.
Forse perché parla di trasformazioni silenziose,
di quelle che ognuno vive a modo suo.
C’è chi ci vede un momento di respiro,
chi un nuovo inizio,
chi una parte di sé che finalmente torna in superficie.
E, in fondo, è questo che rende un’opera viva.