Acrilico su tela 80×120
Quando dipingo non so mai cosa nascerà.
Lascio che il colore scorra e mi guidi.
E poi, ho visto che avevo dipinto un corvo.
Non era solo la figura a colpirmi, ma lo sfondo turchese che lo avvolgeva.
Il corvo rappresenta l’ombra, la parte più profonda e misteriosa.
Il turchese invece è respiro, è apertura, è quel cielo interiore che ci permette di accogliere
anche il buio senza esserne travolti.
Così ho capito che non stavo solo dipingendo un corvo,
ma un messaggero che attraversa le ombre per ricordarmi che luce e oscurità convivono.
E che senza l’una non potremmo riconoscere l’altra.